MONT’ALBANO – VINI BIOLOGICI FRIULANI DAL 1985

MONT’ALBANO – VINI BIOLOGICI FRIULANI  DAL 1985

“Terra per produrre e tempo per preparare” è la filosofia della Mont’Albano.

Oggi vi presentiamo la catina Mont’Albano, con cui questa sera (15/09/2018) abbiamo organizzato una splendida degustazione. Vogliamo mostrarvi chi sono e cosa fanno. Allora ecco tutta la loro storia (ecco il link dell’evento: https://www.winebo.it/event/degustazione-il-refosco-e-i-vini-biologoco-e-zero-solfiti/  )

La filosofia della Cantina Mont’Albano

Fare quello in cui si crede, diffondere la sostenibilità della viticoltura biologica, rendere questo tipo di agricoltura un’innovazione che unisce le tecnologie di oggi all’esperienza del viticoltore. Mont’Albano pratica un’agricoltura che vuole mantenere la terra, usare prodotti naturali e non chimici, preservare il gusto e la tipicità del prodotto.

La salute nel bicchiere viene garantita dalla tracciabilità di filiera, dalla mancanza di residui  chimici, in quanto banditi in questo tipo di viticoltura.
Facciamo la nostra parte per promuovere il territorio coltivando uve dalle caratteristiche organolettiche eccellenti, proteggendo la tipicità varietale che determina il carattere e le peculiarità del prodotto nel bicchiere.

Ma cosa vuol dire biologico?

Il termine biologico deriva dal metodo di coltivazione delle uve, ove sono banditi tutti i prodotti chimici e di sintesi. Il 100% delle uve da coltivazione biologica sono:
– Libere da fertilizzanti chimici, qualsiasi tipo di pesticida ed erbicida o diserbante
– Libere da OGM (Organismi Geneticamente Modificati)

Quali sono i vantaggi di consumare un vino biologico?

  1. Liberare il terreno, le falde e il prodotto finale che ingeriamo da qualsiasi tipo di residuo chimico, pesticida e diserbante;
  2. Salvaguardare il territorio, la biodiversità e coltivare nel rispetto dell’ambiente;
  3. Il completo controllo della produzione da organismi certificati per questo;
  4. Il basso uso di solfiti per la conservazione (50% circa del consentito dalla legge);
  5. Mantenere a lungo la stabilità del prodotto in modo naturale.

La storia

Mont’Albano nasce nel 1985 nel cuore del Friuli Venezia Giulia, dall’intuizione di Mauro Braidot che, in controtendenza alla maggioranza dei produttori del tempo, converte i suoi 5 ettari di vigna al metodo di produzione biologica. L’azienda non tarda a crescere grazie alla sua filosofia e ai suoi ottimi vini friulani, perciò nel 1998 s’ingrandisce la cantina e si costituisce la Mont’Albano sas. Oltre ai propri uvaggi inizia la lavorazione di uve terze, fornite da produttori regionali fidelizzati e rispettosi dei rigorosi principi che Mont’Albano esige per apporre il proprio marchio sul prodotto.


Nel 2008 la Mont’Albano sas entra nell’orbita del gruppo Sartori di Verona, costituendo la Mont’Albano spa sp. Unendo la propria esperienza nel biologico alla tradizione della storica cantina veronese, che già da qualche anno si era approciata ad un progetto di viticoltura biologica, la gamma di prodotti viene ampliata permettendo al marchio Mont’Albano di proporre alla clientela, oltre ai vini veneti, anche vini abruzzesi e siciliani di aziende facenti parte del gruppo Sartori.
Ad oggi la logistica e l ‘amministrazione vengono svolte a Verona, i vini vengono prodotti dai vignaioli certificati “bio” secondo i parametri istituzionali promossi dagli enti preposti e fidelizzati dalla Mont’Albano che, nelle varie regioni, controlla oltre ai parametri legislativi la fedeltà dei produttori ai principi che oramai da 30 anni vengono promossi da Mont’Albano.
In Friuli rimane la capostipite del progetto, la Mont’Albano Agricola, che realizza una gamma di vini di nicchia, fiore all’occhiello dell’intera produzione.

Se volete approfondire ecco il link al sito della cantina:  http://www.montalbanobio.it

Ciao a tutti !

Mauro Cristofori

Franciacorta la terra il vino e gli abbinamenti

Franciacorta la terra il vino e gli abbinamenti

Il Franciacorta è stato il primo vino italiano, prodotto esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia, ad avere ottenuto nel 1995 la DOCG. Oggi il nome Franciacorta è sinonimo di qualità e scrupolosa attenzione nelle fasi di produzione di quello che è un grande vino.

Il territorio della Franciacorta

Franciacorta è, tuttavia, sopratutto un territorio. Il territorio da cui nascono i presupposti per ottenere un elevatissimo livello qualitativo delle produzioni vitivinicole. La Franciacorta si trova nel cuore della Lombardia, a poca distanza dalla laboriosa Milano. Si affaccia sul lago d’Iseo e comprende un’area di circa 200 chilometri quadrati compresa tra 19 comuni del Bresciano. L’origine morenica dona ai terreni una straordinaria ricchezza minerale che rende ancora più unica l’eterogeneità dei suoli di quest’area. Caratteristiche che ritroviamo negli splendidi vini di questa terra.

La storia

La storia del Franciacorta ha origine molto antiche e radicate in un territorio dove la vite viene coltivata sin dai tempi dell’Antica Roma. Nel 1809 il catasto napoleonico fotografa un’area con già più di mille ettari vitati; mille ettari specializzata nella produzione di vini “mordaci” dal gusto intenso e dalla personalità unica. All’inizio degli anni ’60 il giovane enologo Franco Ziliani diede il via al fenomeno Franciacorta con la produzione del primo “Pinot di Francorta”. Si passò così dalla produzione un po’ amatoriale di vini spumanti “con le bolle” ad una produzione organizzata e alla costruzione di un marchio di qualità. In pochi anni (1967) si passo alla DOC  e nel 1990 venne creato il Consorzio di tutela: Sino alla DOCG del 1995.

I vini

Il Franciacorta è un vino prodotto con il Metodo Classico.  Il metodo classico (o méthode champenoise,  dalla regione francese dello Champagne – qui trovate qualche informazione in più) è un processo di produzione di vino spumante, che consiste nell’indurre la rifermentazione in bottiglia dei vini attraverso l’introduzione di zuccheri e lieviti selezionati (liqueur de tirage).

Per la produzione del Franciacorta si utilizzano fondamentalmente quattro vitigni Chardonnay, Pinot nero, Pinot bianco (max 50%), Erbamat (max 10%). Nella versione Satèn sono invece presenti soltanto Chardonnay e Pinot Bianco(max 50%). I vino deve passare almeno 18 mesi sui lieviti e per la commercializzazione non devono passare meno di 25 mesi dalla vendemmia. Per il Satèn i mesi sui lieviti diventano almeno 24 e la pressione delle bottiglia deve essere al di sotto delle 5 atmosfere (la versione normale è tra le 5 e le 6), indice della presenza di bollicine sottili e delicate.

Gli abbinamenti

Con cosa possiamo abbinare vini di questa qualità ed importanza?

Il Franciacorta non è un vino sempre uguale a se stesso. In commercio troviamo diverse tipologie: i Franciacorta vengono innanzitutto classificati in base al residuo zuccherino e pertanto si va dai più diffusi Brut e Extra Brut, per arrivare ai non dosati (pas dosé) e risalire ai nuovissimi demi-sec. Inoltre abbiamo altre differenziazioni tipologiche: esistono in commercio i millesimati, prodotti da uve di un’unica magnifica annata, le cuvée speciali, le riserve, le versioni rosé, le blanc de blancs e quelle satén.

Sembrerebbe difficile orientarsi ma bastano in realtà poche informazioni per capire quale prodotto fa più al caso nostro, specie se in vista di qualche abbinamento. I Franciacorta si sposano benissimo con i salumi: la delicata dolcezza del prosciutto crudo, della mortadella, dalla bresaola e dello speck (giusto per menzionarne alcuni) viene incredibilmente esaltata dal sapore e dalla freschezza di un prodotto come questo. Se poi ai salumi si accompagnano tartine o bruschette arricchite da verdure e formaggi cremosi e delicati o a pasta filata, come stracchino, provola e mozzarella, il risultato sarà di sicuro successo. Forse proprio per questo, al momento dell’aperitivo, dove spesso si degustano taglieri di formaggi, salumi, il Franciacorta trova un’ideale collocazione.

Un Franciacorta può abbinarsi bene anche a carni bianche in frittura, panate o arricchite da elementi come funghi, zucchine, mozzarella, burrata, tutti ingredienti che aumentano la grassezza del piatto e la sua tendenza dolce. Ovviamente piatti  di questo tipo hanno bisogno di un Franciacorta ricco di profumi e di sapore, magari un Franciacorta con un lungo affinamento sui lieviti oppure un Franciacorta pas dosé, caratterizzato da profumi decisi e da un gusto intenso e naturale.

Gli abbinamenti comunque possono essere numerosi, anche il pesce può essere un abbinamento adatto e voi che ne pensate ? con cosa abbinate solitamente il Franciacorta ?

(se questo articolo ti è piaciuto scopri le altre novità del nostro blog “scritte di vino“)

L’assaggio di oggi: Nussbaumer il Gewürztraminer Tramin

L’assaggio di oggi: Nussbaumer il Gewürztraminer Tramin

Oggi vi presentiamo brevemente uno dei Gewürztraminer più interessanti in circolazione: il Nussbaumer Gewürztraminer Tramin. Il  Nussbaumer è un vino estremamente raffinato, prodotto dall’attenta vinificazione di uve Gewürztraminer.

cantina traminL’area geografica

L’area geografica di produzione vanta la certificazione  DOC (Südtirol – Alto Adige DOC) e si contraddistingue per un clima dotato forti escursioni termiche dovute a giornate calde, influenzate dal clima mediterraneo, e notti fredde con venti molto freschi che giungono dalle montagne. Proprio per questo, eccellente e straordinaria risulta la qualità dei vini bianchi, che presentano note aromatiche molto eleganti e un’intensa freschezza.

I vigneti sono coltivati nel maso “Nussbaumer” che sorge nella località di Sella, una piccola frazione  sopra Termeno. Il Nussbaumer, in particolare,  ha un’antica tradizione di oltre 700 anni nella coltivazione della vigna ed è uno dei più antichi masi di Termeno.

Il vitigno

Il Traminer aromatico, o Termeno aromatico o Gewürztraminer (Gewürz significa “spezia” in tedesco), o ancora Savagnin, è un vitigno coltivato soprattutto in Trentino-Alto Adige  e Friuli-Venezia Giulia; ne esistono due tipi: un traminer aromatico, o rosa, e un traminer rosso. Il suo particolare nome ha origine nel paese di Termeno, in tedesco Tramin, e da qui il termine Traminer. Esso era ben noto e sufficientemente diffuso già attorno al XII secolo. Negli ultimi decenni è stato riscoperto grazie anche al particolare vitigno aromatico con sentori di petali di rosa, garofani, lici e frutti tropicali. Il colore del vino che se ne trae è giallo paglierino, il profumo ricorda spezie e canditi, il gusto è dolce e aromatico.

vino NussbaumerVendemmia e vinificazione

Già in fase di vendemmia si comincia a costruire la qualità che ritroveremo nel vino. I piccoli produttori che fanno parte della Cantina Tramin, caratterizzati dai piccoli appezzamenti gestiti direttamente dalle famiglie proprietarie, fanno la differenza. Come loro stessi dicono: “abbiamo  scelto di lasciare i grappoli sui filari ancora più a lungo, così da poter approfittare di tutto il sole, per poi passare a una pulizia manuale degli acini colpiti da marciume. Questa scelta qualitativa ci ha causato un’ulteriore perdita in termini di quantità, ma ciò ha permesso ai grappoli di raggiungere un’ottima maturazione fisiologica: Regalandoci vini straordinari, che esprimono in modo evidente e deciso tutte le peculiarità del vitigno“.

L’ uva è raccolta tutta a mano e posta in piccoli contenitori che la mantengono integra. Dopo la pigiatura è lasciata a macerare brevemente nel mosto; segue pressatura soffice immediata. Fermentazione lenta a temperatura controllata (18°C) in piccoli contenitori d’acciaio con sfecciatura del mosto per sedimentazione naturale.

L’affinamento avviene in piccoli contenitori d’acciaio, a contatto continuo con i lieviti fino alla fine di agosto. Dopo l’imbottigliamento, il vino è lasciato in bottiglia per un minimo di 4 mesi per un’ulteriore maturazione, portando il periodo di affinamento complessivo ad un minimo di 15 mesi.

La degustazione del Nussbaumer Tramin

  • Colore: giallo paglierino carico, riflessi dorati.
  • Profumi: un sorprendente caleidoscopio olfattivo di note fiorite di petali di rosa, fiori bianchi speziati come giglio; note esotiche di frutta gialla matura, melone, mango, buccia di limone; spezie aromatiche quali cannella, chiodi di garofano, noce moscata, zenzero, zafferano.
  • Sapori: corposo, profondo, speziato, succoso, intensa aromaticità e freschezza, mineralità spiccata che si accentua con l’invecchiamento, rendendolo ancor più seducente e dal finale estremamente persistente.

Abbinamenti

Ottimo con antipasti a base di pesce, cibi affumicati, piccanti, formaggi stagionati a pasta molle, carni bianche, pesce spada, tonno; ideale con crostacei e frutti di mare, è magnifico con le pietanze speziate della cucina orientale.

Il Nussbaumer Tramin: Scheda tecnica

NomeTramin Nussbaumer Gewurztraminer
TipologiaBianco fermo aromatico
ClassificazioneDOC Alto Adige Traminer Aromatico
Anno-
Formato0,75
NazioneItalia
RegioneTrentino Alto Adige
ZonaAlto Adige. Località Sella, Maso Nussbaumer. Comune di Termeno.
Vitigni100% Traminer Aromatico
Clima/TerrenoI vigneti si collocano fra i 350 m e i 550 metri di altezza. L'area si contraddistingue per un clima dotato forti escursioni termiche dovute a giornate calde, influenzate dal clima mediterraneo, e notti fredde con venti molto freschi che giungono dalle montagne.
Resa media per ettaro40 hl
Produzione e vinificazioneLe uve, raccolte in piccoli recipienti vengono pigiate e brevemente macerare nel mosto per catturarne le tipiche note aromatiche. Dopo la pressatura il mosto viene lasciato fermentare a temperatura controllata (18 –20°C) in autoclavi di acciaio inossidabile.
Grado alcolico14,00%
Acidità totale4,90 gr/L
Zuccheri residui7,20 gr/L
AbbinamentiOttimo con pesce, formaggi e i paté de fois gras, sorprendentemente adatto alla cucina asiatica speziata

 

 

Un salto in cantina – scopri Tenuta La Riva

Un salto in cantina – scopri Tenuta La Riva

Tra le numerose peripezie che ci hanno portato ad aprire la Vinoteca di Bologna,  le più piacevoli sono state sicuramente quelle che riguardano la scelta delle cantine. Tra le molte visitate, una delle più interessanti è proprio nell’area tra Bologna e Modena:  Tenuta la Riva (se volete visitare il loro sito lo trovate qui). L’esperienza è stata decisamente positiva, abbiamo incontrato una realtà emergente, ma che ha già le idee molto chiare su dove vuole arrivare: Facciamo allora un salto in cantina !

Alberto Tenuta La Riva

Tenuta La Riva

L’incontro con Alberto, l’appassionato titolare dell’azienda, e con Tenuta La Riva è avvenuto in una uggiosissima mattinata di dicembre. Nonostante il periodo autunnale ormai inoltrato e il tempo non proprio dei migliori (era nevicato e poi piovuto la sera prima),  il fascino del panorama pedocollinare dell’area era rimasto assolutamente intatto.

Dopo aver passato il cancello della tenuta e già da qui si vedeva la cura e l’attenzione ai dettagli che avremo poi riscontrato anche nel resto dell’azienda, abbiamo trovato Alberto completamente preso dalle attività di cantina. Fatte le presentazioni di rito e atteso l’arrivo dell’ultimo membro del nostro piccolo gruppetto, ci siamo spostati  nella gradevolissima saletta adibita alle degustazioni: è qui che è cominciato il nostro viaggio dentro Tenuta La Riva e i suoi vini.

L’Azienda

Panorama di Tenuta la Riva

Come accennato in precedenza, La Tenuta è situata sulle prime colline bolognesi a fianco dello storico Castello di Serravalle. Siamo circa ad una altitudine di 220 metri, su terreni argilloso-arenarici che contribuiscono a rendere il vino estremamente riconoscibile e caratteristico.  La vinificazione avviene direttamente in azienda, impiegando solo uve dei  vigneti di proprietà. Le viti sono coltivate secondo i principi di sostenibilità economica e ambientale che animano le tecniche di lotta integrata. Per tutti i vini sono applicati disciplinari severi e rigorosi controlli su tutti i passaggi dal campo alla cantina.

L’Azienda Vitivinicola nasce dalla passione di Alberto nel provare a produrre prodotti gustosi e genuini; si è posto l’obiettivo di produrre vini naturali nel pieno rispetto dell’ambiente e della tradizione.  Come scelta di lavorazione sono stati adottati tra gli altri il metodo ancestrale ed il metodo classico, creando al contempo un’azienda innovativa e all’avanguardia. Per Alberto è un impegno che, giorno dopo giorno, lo sta portando a trasformare una passione, nata come secondo attività e hobby professionale, in una realtà imprenditoriale efficiente, conosciuta e consolidata. Ma ciò che davvero conta è l’amore per le nostre terre, per il vino e i prodotti genuini. Come lui stesso dice: “anche se non le dico nulla, la sera, mia moglie si accorge subito se sono stato a lavorare in vigna oppure se ho fatto altro. Lo vede dalla faccia!“.

Un’ultima nota sull’azienda ci pare assolutamente essenziale da evidenziare, tutta l’energia necessaria per la trasformazione in cantina proviene da fonti rinnovabili, presenti in azienda, ad impatto zero nel pieno rispetto della natura.

La cantina e le uve

Dentro Tenuta La Riva troviamo Pignoletto, Cabernet, Merlot, Barbera, Chardonnay,  Lambrusco Grasparossa e  Trebbiano Modenese. I vini frizzanti e spumanti sono ottenuti esclusivamente con fermentazione naturale in bottiglia. Viene utilizzato il metodo classico (champenoise), con sboccatura dai sedimenti a la volèe dopo affinamento di almeno 18 mesi, e  il metodo ancestrale, dove il naturale sedimento resta in bottiglia.

Ecco come ci spiegano il Metodo ancestrale a Tenuta La Riva

è un metodo ereditato dagli antenati; è il metodo che storicamente, in assenza di tecnologia, permette ancora di produrre spumante con rifermentazione in bottiglia. I vini frizzanti e gli spumanti una volta fermentati non vengono separati dal naturale residuo. La peculiarità del prodotto che sviluppa la rifermentazione in bottiglia con i propri zuccheri residui  è quella di avere una maggiore complessità organolettica. Riesce inoltre a riavvicinarci ad un concetto di vera tradizione.  Il prodotto si presenterà quindi leggermente torbido (n.b. in questo caso non è un difetto), con una tipica nota olfattiva di crosta di pane“.

I vini di Tenuta la Riva

Parlarvi di tutti i vini dell’azienda in questa occasione sarebbe lungo e non molto sensato. Vorremmo ad ogni modo richiamare la vostra attenzione su due bottiglie in particolare, che secondo noi caratterizzano l’azienda:

  • Il Camerlot, uvaggio al 50% di Merlot e Cabernet. Le uve sono raccolte rigorosamente a mano e le produzioni minime. Il vino, dopo la fermentazione, affina in bottiglia per almeno 6 mesi, il profumo è  vinoso e speziato. Il sapore è morbido, pieno e leggermente tannico: è l’abbinamento ideale per carni rosse o con i primi piatti della tradizione Bolognese.
  • Il pignoletto prodotto con metodo ancestrale è fatto con il 100% di uve pignoletto. Il profumo è fresco e fruttato, con qualche nota agrumata. Senza dubbio sapidità e acidità non mancano grazie ai terreni in cui è coltivato. Ideale come aperitivo, con il pesce, le carni bianche e ovviamente i piatti tradizionali della zona.
  • Il pignoletto prodotto con metodo classico è fatto, anche in questo caso, con il 100% di uve pignoletto. Si effettua una pressatura soffice di grappoli interi con ottenimento di mosto fiore, decantazione statica a temperatura controllata e Fermentazione alcolica a temperatura controllata con lieviti selezionati.  Le uve sono raccolte tra la seconda decade di Agosto e la prima decade di settembre; l’imbottigliamento per presa di spuma avvengono  durante la primavera successiva, quindi messe a dimora per minimo 18 mesi.  Il pignoletto Metodo Classico è un vino dal colore giallo paglierino con alcuni riflessi verdognoli. Ha un profumo molto fresco e fruttato, agrumato e sapido. E’ un vino bianco che si adatta a qualsiasi tipo di piatto, anche se l’abbinamento che lo rende più gustoso è con i piatti di carne bianca.

Ecco questa è in breve Tenuta la Riva. Per essere sicuri di capirla davvero però l’unico consiglio che possiamo darvi è quello di andare a visitarla. A breve pubblicheremo anche le schede dei vini che abbiamo provato. Nel frattempo vi ricordiamo il sito e la pagina facebook dell’azienda qui sotto.

 

logo_tenuta_la_riva

Via Farnè – Castello di Serravalle (BO)

 

Il Casanova di Neri un Brunello di Montalcino nella top 5 dei vini migliori

Il Casanova di Neri un Brunello di Montalcino nella top 5 dei vini migliori

Dopo aver parlato della nuovissima classifica dei 100 migliori vini secondo la rivista americana Wine Spectator, trovate l’articolo con la lista completa seguendo questo link, vediamo oggi il primo degli italiani nella lista: Il Brunello di Montalcino Casanova di Neri.

Il Brunello di Montalcino Casanova di Neri

Casanova di NeriIl Brunello Casanova di Neri che, come si è detto poco sopra, è il primo dei 16 vini italiani entrati in classifica e l’unico nei primi dieci della lista, si è posizionato al quarto posto.  E’ la seconda volta che questa cantina finisce in cima alla classifica: nel 2006 Wine Spectator aveva piazzato al primo posto un altro Brunello dei Neri, il Tenuta Nuova del 2001.

Vediamo ora alcune caratteristiche di questo fantastico Brunello: il Casanova di Neri. Iniziamo dalla vendemmia, rigorosamente fatta a mano, dove abbiamo una selezione delle uve prima e dopo la sgrappolatura. Segue la fermentazione spontanea senza l’uso di lieviti aggiunti e macerazione coadiuvata da frequenti follature (affondare il cappello di vinacce nel liquido in fermentazione). Il tutto avviene in tini  in acciaio a temperatura controllata per 23 giorni. Le uve sono al 100% Sangiovese e la gradazione è di 14,5°. Il vino è strutturato e capace di offrire una lunghezza eccezionale, ha aromi e sapori di lampone, ciliegia, fiori, ma anche mineralità e tabacco; è chiaramente un vino che da il meglio di se con l’invecchiamento, da godere appieno tra il 2020 ed il 2035. La temperatura di servizio è tra 16-17 °C.

Ecco in breve cosa ci attende se decidiamo di approcciare questo fantastico vino, in fondo all’articolo trovate la scheda tecnica completa del Casanova di Neri. Vi consiglio inoltre di dare un’occhiata all’articolo di Luciano FerraroIl Brunello di Montalcino di Neri tra i 4 migliori vini nel mondo” pubblicato sul blog dedicato al vino del “Corriere della Sera“. Nell’articolo troverete alcuni approfondimenti e anche i commenti di Giacomo Neri il creatore di questo eccezionale Brunello.